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Teatro Argentum Potabile è una compagnia di teatro contemporaneo fondata da Antonella Caldarella e Steve Cable drammaturghi e registi nonché attori. Oltre alla produzione si spettacoli e all'organizzione di rassegne dedicate alla drammaturgia contemporanea, la compagnia si occupa di formazione teatrale con la scuola Extra/Ordinaria e i laboratori teatrali. Attenti ai nuovi linguaggi e con una pedagogia all'avanguardia, opera a Catania dal 1997.

TEATROGRAFIA

2021 - IT LIVES! IT BREATHES!
2021 - STORIA NUOVA, TUTTA DA SCRIVERE
2020 - DINAMICO CON BRIO
2020 - CUORI SPORCHI
2019 - L'UOMO INVISIBILE
2018 - ANIMA IN SCATOLA
2018 - MADRI DI GUERRA
2017 - ALLE ARMI!
2016 - CAMBIO DI STAGIONE
2015 - TEMPO NON TEMPO
2014 - SEMPRE TUA
2008 - A' RICCHIZZA DI PEPPE NAPPA
2005 - LA TERRA DI LI ROSI
2004 - GIOCO DA RAGAZZI
2000 - ACQUA
1999 - L'ANGELO DELLA MORTE
1998 - FIGLI DEI NOSTRI PADRI
1998 - UOMO MATURO
1998 - IL DELIRIO DI AGATA AZZURRA
1997 - I PIANETI


NUOVE PRODUZIONI 2021
 

progetto ‘Multiversi’

IT LIVES! IT BREATHES!

Silvia Oteri + cast da definire

Musiche originali di Andrea Cable

Progetto drammaturgico, disegno luci e regia di Steve Cable

Prod. TEATRO ARGENTUM POTABILE

Un palazzo prende vita. L’anima del luogo si manifesta, si moltiplica e si incarna in corpi che emergono dall’edificio, diventano estensione di esso, rientrano ed escono più volte, giocano, esplorano, sperimentano possibili esistenze al di fuori delle sue mura.

‘It lives! It breathes!’ è uno spettacolo site-specific, un’esperienza teatrale non-verbale dove in assenza della parola, gli elementi essenziali della - le musiche originali di Andrea Cable che accompagnano l’intera pièce, le luci, i corpi degli attori e danzatori e, più protagonista che mero sfondo, l’edificio con le sue particolarità architettoniche - compongono un’organismo vivente (come lo stesso edificio che si anima). ‘It lives! It breathes!’ è un’opera contemporanea in più sensi: Per il linguaggio teatrale corporeo, visivo, non-verbale e non-narrativo; Per il suo voler tradurre scenicamente la sensazione irreale di un’attualità alterata e l’irrefrenabile voglia di uscire, emergere, riconquistarsi la vita; Per una drammaturgia a mosaico che prevede un graduale accumulo di micro-partiture individuali per arrivare ad una pluralità di azioni sceniche, multiversi vissuti in contemporanea che impongono allo spettatore una scelta su dove guardare in qualsiasi momento, un personale montaggio del materiale scenico, unico per ciascun partecipante. Infine, pur non raccontando una storia né fornendo chiavi di lettura uniche e rassicuranti, c’è da dire che ‘It lives! It breathes!’ è Teatro allo stato puro: è presenza fisica, è energia, è sogno condiviso, è rito ed è, sopratutto, Gioco.
 

STORIA NUOVA, TUTTA DA SCRIVERE

Con Antonella Caldarella e Valeria Contadino

Musiche originali di Andrea Cable

Testo e Regia di Steve Cable

Prod. TEATRO ARGENTUM POTABILE

Una notte, un balcone di un appartamento in città. Due vecchie amiche alle prese con l’insonnia, con domande esistenziali e con una difficile convivenza in quarantena pur di non stare sole. Una sinossi da scrivere entro la mattina e le idee che tardano ad arrivare. Un mondo che si ferma, le ore che passano e due donne dal carattere diverso - sebbene entrambe lunatiche - che si confrontano, si scontrano, si rivelano in attesa dell’alba di un nuovo giorno, un nuovo inizio, una nuova narrazione.

‘Storia nuova, tutta da scrivere’ è un testo originale creato appositamente sia per le due attrici Antonella Caldarella e Valeria Contadino, sia come rappresentazione scenica - una delle tante possibili rappresentazioni sceniche - della situazione attuale. Tre ore (dalle due alle cinque del mattino) condensate in un’ora scenica, una recitazione naturalistica e un testo in cui un continuo alternarsi tra comicità e riflessione garantisce leggerezza e scorrevolezza a questa storia di due amiche le quali - con un’auto-ironia spietata come scudo - affrontano insieme un presente sospeso, un mondo trasformato, una notte insonne che diventa - tra una risata e l’altra - un piccolo, intimo processo condiviso di confessione, accettazione, trasformazione.



PRODUZIONI 2017/2020
 

DINAMICO CON BRIO

Con Alessandro Caruso, Valentina D’amico, Iridiana Petrone

Musiche originali di Andrea Cable

Testo e Regia di Antonella Caldarella

Prod. TEATRO ARGENTUM POTABILE

‘Dinamico con brio’ ricrea con leggerezza e senso di gioco la sensazione spiazzante di una vita sospesa, di una nuova quotidianità sterilizzata e felice.

L’intera storia si svolge in un luogo/non-luogo, in un rifugio al riparo dal pericolo, dai problemi, dall’incertezza del mondo esterno. In questa bolla felice si trovano tre personaggi bizzarri, ospiti di una mai vista ‘Signora’, esseri strambi, aleatori che vivono ciascuno a suo modo il tempo e lo spazio del sogno prolungato nel quale si trovano bene, ma così bene, che non vorrebbero mai uscire, risvegliarsi e tornare alla ‘Vita di prima’”.

La pièce, arricchita dalle musiche originali di Andrea Cable, sollecita con ironia le domande sulle piccole utopie degli esseri umani fragili, sul sogno di una vita senza sofferenze e pericoli e su ciò che accade quando i desideri si avverano..

CUORI SPORCHI

Testo e Regia di Antonella Caldarella
prod. Teatro Argentum Potabile 

‘Cuori Sporchi’ inizia con l’arrivo di un gruppo di visitatori (il pubblico) ad uno spazio, un centro di aggregazione, un ex-palestra sistemato alla meglio da un gruppo di giovani del quartiere, un luogo che questi ragazzi hanno trovato per stare insieme e.. raccontarsi. E in questo raccontarsi ai visitatori, tra una stanza e l’altra, tra litigi, scherzi e l’esuberanza di chi si sfida non senza pudore a fare ‘gli attori veri’, rivelano e condividono le loro storie. Così la visita diventa per il pubblico un viaggio sia fisico attraverso i vari spazi del centro, sia emotivo man mano che si entra in contatto con i ragazzi del centro e col loro vissuto, un vissuto non semplice che ha bisogno con urgenza di essere condiviso, compreso, accettato. E così, di stanza in stanza, il viaggio diventa incontro, un incontro tra due mondi in cui i ragazzi del centro nel raccontarsi - in modo diretto, schietto, esuberante e a volte grottesco - offrono agli ospiti l’unico cosa per loro possibile: le loro storie vere e attraverso esse, loro stessi in tutta la loro ferita fierezza, ingenua fragilità e profondo, inestinguibile bisogno di Amore.

L’UOMO INVISIBILE

(una festa sacra)

Musiche originali di Andrea Cable
Testo e Regia di Steve Cable
prod. Teatro Argentum Potabile

‘L’uomo invisibile’ non si vede. Anzi, è ciò che non si vede, che non appare o traspare sennò in certi luoghi e certi momenti. Una domanda va posta: potrebbe mai essere che, ai giorni d’oggi, l’antica pratica sociale del Teatro, mutandosi e trasformandosi, si possa riscoprire spazio sacro, radura segreta in mezzo al bosco, luogo di Gioco, Trasgressione, Incontro ed Ascolto?‘L’uomo invisibile’ è un viaggio teatrale per pochi spettatori alla volta, un esempio di ‘immersive theatre’ in cui gli spettatori si trovano, letteralmente, immersi in un unico ambiente, chiamasi ‘scena’, insieme agli attori.
Questa tipologia di messa in scena non canonica non è nuova per Teatro Argentum Potabile (la prima risale al 1998). E’ un gioco, ma non solo un ‘gioco serio’ come il Teatro è stato definito. Trattandosi del Sacro, diciamo che la posta in gioco è alto. Come nei ‘luoghi deputati’ delle sacre rappresentazioni del medioevo, gli episodi che compongono il viaggio avvengono in ambienti diversi, il che costringe i partecipanti/pellegrini (non ‘spettatori’) ad un continuo spostamento e cambiamento di prospettiva in tutti i sensi.
 Questa nuova produzione si ispira alla dirompente energia con la quale Il teatro/Vita esce dai confini delle chiese nel medioevo, mutandosi da Dramma Liturgico in Sacra Rappresentazione e al tempo stesso all’ennesimo incontro/scontro del regista con le visioni di Antonin Artaud. Ed è in omaggio ad Artaud che il sottotitolo da ‘una rappresentazione sacra’ diventa ‘una festa sacra’, una festa insolita, intima, giocosa e gioiosa, non ‘reale’ ma nemmeno irreale, forse - semplicemente - un’altra realtà, più reale del ‘reale’, attorno a noi.


 

ANIMA IN SCATOLA

Testo e Regia di Steve Cable
prod. Teatro Argentum Potabile

ANIMA IN SCATOLA esplora - attraverso la lente deformante della satira - questioni legate alla nuove tecnologie e al nostro rapporto con esse. In primis, si parte dal bisogno frenetico di documentare e condividere momenti della nostra esistenza, banali o intimi che siano. Sembra che vogliamo ‘catturare’ l’esistenza in un tentativo di ottenere - almeno per immagini - la Vita Eterna. Reo delle nostre letture di Faust e Dorian Gray, è naturale chiedersi ‘A quale prezzo?’. Non ci sfugge neppure l’ironia che il nostro tentativo come gruppo teatrale di affrontare tali argomenti avviene per via della forma artistica effimera per eccellenza: il Teatro (effimera specialmente nel momento in cui il ‘Teatro’ non si riduce al testo scritto ma prende la forma di una scrittura scenica fatta, oltre alle parole, di movimenti, gesti, suoni, respiri, sguardi, elementi impossibili da ‘catturare’ o ‘condividere’ ma percepibili solo dal vivo da un pubblico realmente, consapevolmente presente per il Rito/Festa teatrale).

Così in una struttura drammaturgia fatto di quadri, intermezzi, racconti brevi, lo sviluppo dei quali si colloca all’interno di un evento divulgativo sponsorizzato da un fantomatico ‘Istituto Transcorporale per lo Sviluppo Armonioso dell’Uomo’, la storia/non-storia ci porta tra L’Africa e L’America, tra il ‘Blues’ e il ‘Rock’, tra il Passato e il Futuro, ipotizzando scenari futuri distopici con un approccio satirico la quale ferocia lo collega pienamente nella migliore tradizione Swiftiana.



UOMO MATURO

monologo comico

Di e con Steve Cable

(debutto: 1998 - nuovo allestimento: 2018)

‘Uomo maturo’ è un racconto autobiografico che testimonia i tentativi comunicativi di un giovane artista inglese trapiantato in una città del sud Italia (Catania). In un’ora e passa di risate, tra stand-up comedy e confessione pubblica, ‘Uomo maturo’ propone un viaggio in cui il conosciuto - costumi e usanze sicule - risulta esotico, per non dire erotico, visto attraverso lo sguardo curioso quanto smarrito di un giovane viaggiatore straniero. Un viaggio esilarante quanto esistenziale, ‘on the road e ‘in the middle of the road’ in pari misura, un racconto epico in tutto il suo fail, figlio bastardo di Albert Camus e Groucho Marx, ‘Uomo maturo’ esplora coraggiosamente quella zona d’ombra tra ‘English Humour’ e ‘Sicilian Liscìa’ per un pubblico che vuole interrogarsi, riflettere ma sopratutto ridere delle disavventure altrui.


 

MADRI DI GUERRA

Con Daniela Fisichella e Valeria La Bua
Testo e Regia di Antonella Caldarella
Prod. Teatro Argentum Potabile

note di regia

‘Madri di Guerra’ è nato tanti anni fa.  Aspettavo mio figlio quando sono rimasta molto colpita dalla morte della giovane Maria Grazia Cutuli.  Se ne parlò per molto tempo ed io non facevo che pensare alla sua storia e a sua madre. Così un giorno decisi di scrivere un testo che parlasse di due donne e della Guerra.

Per scriverlo mi sono un po' documentata su internet riguardo chi fosse Maria Grazia; su sua madre invece non avevo dubbi, nonostante non vi erano notizie, io sapevo chi era Agata. 

Questo testo, tuttavia, non è la storia di questa giovane donna che è morta per la verità. La morte di Maria Grazia è rimasto come spunto iniziale per sviluppare un racconto più universale di una madre e di una figlia e del rapporto che li lega.

‘Madri di Guerra’ racconta di un legame tra una madre e una figlia, un legame 

forte, speciale, indissolubile che inizia prima della vita e continua dopo la morte; ma parla anche dei conflitti che viviamo ogni giorno nel nostro quotidiano, nella nostra casa, nei nostri rapporti, nella nostra terra che ci costringe ad emigrare. Parla soprattutto delle donne e del loro ruolo di madre, difficile e affascinante, ma anche del ruolo di figli, audaci e liberi. 

Racconta della forza delle donne che vivono con coraggio e dignità. 

Racconta di chi non si accontenta a vivere la quotidianità, ma vuole lottare per cambiare il mondo e renderlo migliore. 

E racconta anche di quella guerre lontane dove la distruzione e la morte sono la quotidianità e quelle vicine che ci colgono di sorpresa e minacciano le nostre vite. 

Parla della verità, così difficile da raccontare perché è sempre scomoda.

Parla della fragilità e della forza. 

E’ difficile per un’autore descrivere il proprio testo, si è già detto tutto li, non si trovano le parole adatte. 

Madri di guerra è uno spettacolo intimo e profondo e se può sembrare ormai anacronistico proporre un teatro denso di emozioni, a mio avviso è un Teatro necessario, perché in questo momento di alterazione della realtà, dove non si comprende più cosa sia vero e cosa sia virtuale, è necessario far conoscere storie di eroi veri che combattono guerre vere, perché credono veramente in qualcosa.

Maria è morta per qualcosa in cui credeva, come sono morti centinaia di siciliani , raccontare serve a far nascere il desiderio di vivere per credere e avere speranza.

ALLE ARMI!

Testo e Regia: Antonella Caldarella
Produzione: Teatro Argentum Potabile

Le porte del Teatro Magico si aprono per pochi spettatori alla volta e una volta varcata la soglia, si entra in un universo diverso, un mondo parallelo, un altrove dove il Qui e Ora assumano le sembianze di tempi andati.  In questo luogo, il Gioco si fa Rito, sì, ma il Rito è per Gioco. All’interno del Teatro Magico viaggiatori curiosi, incuriositi, inquieti, passano un po’ del loro tempo laddove il Tempo non passa mai, un mondo intero racchiuso in una stanza, una stanza segreta abitata da bambole e soldati, principi e regine, servi e padroni, un labirinto di specchi deformanti in cui maschere aspettano di essere indossate da qualcuno, tolte da qualcun’altro. Un luogo di spiriti, anzi spiritelli, dove un folle sognare esplode con i colori della gioventù, un rito collettivo alla fine della quale ogni visitatore rischia di perdere la maschera da Viaggiatore e scoprirsi semplice passeggero.

‘Alle Armi’ è il nuovo spettacolo di Antonella Caldarella, autrice del testo nonché regista della messa in scena. Sviluppa una sua linea poetica già iniziata con ‘Tempo non Tempo’ sull’uso di forme di Teatro Popolare come ‘cavallo di troia’ per contenuti metafisici e politici che scuotono le coscienze e stimolano cambiamenti di prospettiva. 


 
 La Casa di Creta 
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